Shpërndaje

Gjatë vizitës në Itali kryeministri shqiptar Edi Rama ka dhënë një intervistë për gazetën italiane La Republika. Në thelb asgjë për t’u veçuar.

Përtej kortezive që promovojnë një miqësi preferenciale mes qeverive shqiptare dhe atyre italiane, kryeministri i Shqipërisë ka folur për sinergjitë në rajon që lidhen me rolin e Turqisë dhe Rusisë. Zoti Rama ka bërë një dallim mes dy vendeve, teksa ka shmangur faktin që Tirana dhe Ankaraja kanë një partneritet strategjik, të paktën siç është deklaruar publikisht, ndonëse në terma ekonomikë lidhja Vuçiç-Erdogan duket shumë herë më e fortë, sidomos pas vizitës së fundit të presidentit turk në Beograd. Kryeministri Rama bën këtë dallim në nivel perceptimi:

Ka një dallim të rëndësishëm, në perceptimin tonë, mes Turqisë dhe Rusisë. Ne shqiptarët e shohim Turqinë si një shtet të rajonit, që po përpiqet të luajë rolin e tij, pa u munduar t’u imponojë asgjë vendeve të Ballkanit. Është një vend i lidhur me perspektivën euroatlantike. Rusia ka lidhje me Serbinë, me botën sllave, por e përdor këtë lidhje sikur të ishte një gur shahu në fushën e interesave të saj gjeostrategjikë; luan në Ballkan për të garantuar diçka tjetër, në nivel global, në marrëdhëniet me Europën dhe Shtetet e Bashkuara

Nga ana tjetër kryeministri thotë se prirja e popullit shqiptar është europianiste, e bazuar kjo në sondazhe.

Të gjitha sondazhet vazhdojnë të konfirmojnë se populli shqiptar është më europianisti mes popujve europianë. Ne shqiptarët i kemi ende të freskëta kujtimet e luftërave, luftërave të Ballkanit që kanë përfunduar para pak vitesh

Rama është pyetur dhe për drogën ku thotë se me ndihmën e qeverisë italiane, të Guardia di Finanza, janë kontrolluar javë pas jave situata në Lazarat dhe zonat ku vepronin organizatat kriminale, të cilat sipas tij janë shkatërruar, gjë që ai pret ta konfirmojë edhe raporti i fundit të Guardia di Finanza.

http://www.repubblica.it/esteri/2017/10/12/news/intervista_edi_rama_prem…

ITALIANO

Albania, il primo ministro vuole l’Europa: “L’Ue può garantire pace e prosperità”
Albania, il primo ministro vuole l’Europa: “L’Ue può garantire pace e prosperità”
Il premier albanese Edi Rama a sinistra, con il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni nella visita di ieri a Villa Pamphili, Roma (ansa)

Il leader socialista Edi Rama, da poco rieletto, a Roma per incontrare Paolo Gentiloni: “Con qualsiasi governo italiano la simbiosi è profonda: ci aiutiamo a vicenda”

ROMA – “L’Albania, gli albanesi rimangono il Paese e il popolo più europeista in Europa. E non solo perché vogliamo diventare pienamente parte di un blocco politico ed economico che sentiamo casa nostra e che aiuterà il nostro sviluppo, la nostra stabilizzazione. Ma perchè i Balcani rimangono una regione in cui il ricordo delle guerre d’Europa è ancora vivo. La storia può ripetersi, e la Ue è nata e deve il suo successo a questo: ha garantito ai popoli europei pace e prosperità come mai era avvenuto in passato”.

Edi Rama, il leader socialista albanese, da poco è stato rieletto primo ministro nel suo Paese. La prima visita in Europa ieri è stata a Roma, per incontrare Paolo Gentiloni: “Con qualsiasi governo italiano, da Prodi a Berlusconi a Matteo Renzi, da anni ormai la simbiosi con l’Italia è profonda, ho l’ambizione di dire che ci aiutiamo a vicenda”.

Primo ministro, lei ripete sempre che “l’Albania è il Paese più europeista d’Europa”, l’obiettivo di entrare nella Ue per voi rimane fondamentale. Ma crede che la Ue confusa, incerta degli ultimi anni riuscirà mai ad avere la forza per allargarsi anche all’Albania?
“Tutti i sondaggi continuano a confermare che il popolo albanese è il più europeista fra quelli europei. Noi albanesi siamo ancora vicini alle guerre, alle guerre balcaniche che si sono concluse solo pochi anni fa. Noi abbiamo vivo il ricordo del nostro regime comunista. Cogliamo fino in fondo il valore della Ue, una alleanza nata per portare pace fra Paesi che si sono combattuti per secoli, un’alleanza che ha avuto un incredibile successo anche se oggi le sue strutture devono essere modernizzate. Ma mettere in discussione il modo in cui funziona la Ue è sano; mettere in discussione i suoi obiettivi strategici vuol dire non conoscere la storia, sapere che nulla è acquisito per sempre. Io credo che la Ue saprà distinguere le sue crisi di crescita dall’abbandono dei suoi ideali e principi strategici. Il progetto Ue è assolutamente valido come orizzonte di pace per tutti noi”.

Perché i Balcani continuano a essere nel mirino della Russia, della Turchia, di potenze autocratiche che sembrano giocare qui parte delle loro rivalità geopolitiche?
“C’è una differenza importante, nella nostra percezione, fra Turchia e Russia. Noi albanesi vediamo la Turchia come uno Stato della regione, che sta cercando di giocare il suo ruolo senza provare a imporre nulla ai Paesi dei Balcani. È un paese legato alla prospettiva euro-atlantica. La Russia ha un legame con la Serbia, con il mondo slavo, ma usa questo suo legame quasi come fosse una pedina sulla scacchiera dei suoi interessi geostrategici; gioca nei Balcani per garantirsi altro, a livello globale, nei rapporti con Europa e con gli Stati Uniti”.

Mosca ha avuto un ruolo nel tentativo di eliminare il primo ministro del Montenegro alcuni mesi fa. Lei crede che la Russia sia così ossessionata dal suo ruolo nella regione da poter ricorrere a mosse del genere?
“Io non inserirei il loro comportamento nel campo delle ‘ossessioni’. È quello che ho detto, la manovra che doveva sabotare l’ingresso del Montenegro nella Nato era parte di questo gioco geostrategico che prova a far cambiare corso ai nostri Paesi. Noi non vogliamo questo. Per Mosca era importante spezzare l’unità dei paesi del Balcani che sulla sponda dell’Adriatico adesso sono tutti membri della Nato”.

Non crede che gli Usa stiano rinunciando a un ruolo forte nella regione?
“Il loro ruolo è essenziale. Dopo 40 anni di comunismo totalitario albanese, di ossessione anti-imperialista e anti-americana, il popolo albanese ha sviluppato una aspirazione profonda ai valori liberali americani ed europei, e il ruolo di equilibrio degli Stati Uniti nella nostra area è irrinunciabile”.

Lei ha detto più volte che dopo le guerre balcaniche degli Anni Novata i paesi della regione si stanno trasformando “da nemici a vicini”. Cosa significa? Quale rapporto avete con la Serbia?
“Quattro anni fa io sono stato il primo premier albanese a visitare Belgrado dal 1946; il presidente Vucic è stato il primo ad arrivare in Albania in 60 anni. Stiamo mettendo in piedi un piano ambizioso, per abbattere tariffe doganali, facilitare i commerci; e questo passo dopo passo ci aiuterà a superare le nostre differenze, a risolvere i nostri contenziosi. Il Kosovo è un punto di disaccordo, ma lo gestiamo, possiamo collaborare”.

A proposito di Kosovo: cosa pensa della secessione della Catalogna?
“Non mi piace quando qualcuno dall’estero parla dei fatti di un altro Paese. Ma certo a me piacciono i processi politici che uniscono, quelli che avvicinano”.

Molti parlano ancora di Lazarat, il villaggio in cui si coltiva la marjuana: esistono ancora queste oasi di pura criminalità in Albania?
“Con l’aiuto del governo italiano, della vostra
Guardia di Finanza, abbiamo controllato settimana dopo settimana la situazione a Lazarat e nelle zone in cui le organizzazioni criminali operavano in quel modo. Stiamo aspettando l’ultimo rapporto della Gdf, ma le dico che queste aree di totale illegalità sono state sbaraccate”.

ENGLISH

PM Rama to ‘La Repubblica’: EU guarantees peace and prosperity

TIRANA, October 12/ATA/ – The Albanian Prime Minister Edi Rama said that “all surveys keep confirming that Albanians are the most European among other European people,” in an interview to the Italian ‘La Repubblica’ journal on Thursday.

According to the Premier, the memoirs of conflicts and wars in Balkans, which have seized a few years ago, are still fresh to Albanian people. “The communist regime is hitherto vivid. We utterly understand EU’s value, an alliance born to bring peace between countries that have conflicted for centuries, an extremely successful alliance despite its current structures need modernising but, however, questioning the way EU functions is useful, questioning its strategic objectives means to not know history, acknowledging that nothing is acquired forever,” PM Rama said.

PM Rama expressed confidence that EU is capable to distinguish between crisis affecting its enlargement and the abandonment of ideals and its strategic priorities as well as added that EU’s project is absolutely valuable as a peace horizon to all of us.

Albanian PM Rama held an official visit to Italy where he met with Italian counterpart Paolo Gentiloni and other Italian senior officials on 11 October.